Rimani sul pezzo. Bacialo.

alone
Non è qualcosa che si possa spegnere. Parte di me è sempre disconnessa. Astrae, alla ricerca di numeri e regolarità. Nel momento in cui dovremmo essere più vicini, parte di me è comunque sola, a contare il tocco dei suoi polpastrelli. Tocco. Tocco. Tocco tocco. Tocco tocco tocco. Tocco tocco tocco tocco tocco. Aspetta. Questa è… È la sequenza di Fibonacci! …qualunque cosa io abbia fatto per meritarti, non sarà mai abbastanza. (source)

 

Ho un problema a stare radicata nel presente, quando sono in situazioni fisiche. Il mio cervello non si perde in centinaia di seghe mentali, piuttosto è come se si estraniasse nel momento in cui il corpo pigramente immette sensazioni e sarebbe bene godersele, fissarle.

Durante il sesso è tutto così concitato che il mio cervello difficilmente si perde nei pensieri. Sono concentrata nell’atto, se ne ho, sono connessi alla situazione. Non cerco di dare un ordine agli eventi, essi sono e basta, posso influenzarli relativamente, ma sono obbligata a fare la spettatrice attiva. Rincorro solo quello che mi fa star bene (quando non mi vengono pensieri stile sbornia ormonale triste).

Nel momento in cui soltanto resta di registrare il suo tocco sulla mia pelle e ordinare al mio tocco di sfiorare la sua, ecco che il mio cervello si estrania. È troppo facile, per quanto io provi a radicarmi nel momento, scivolare nel wormhole del pensiero vagante mentre vorrei impersonare soltanto il sacco di carne, sangue, ossa e recettori che sono.

Mi aggrappo alle sue labbra che mi baciano a volte avidamente, a volte con cura come se fossi super delicata, al grattare della sua barba sulla mia pelle, ma è tutto troppo nebuloso, e le immagini mentali, gli impulsi nervosi superiori del mio cervello sono molto più vividi, mi catturano.

Un esercizio che mi piace fare è osservarlo e cercare di fissarmi tutto nella mente. Ma gli occhi negano il tocco. È superpotente, la vista, quindi a volte chiudo gli occhi per concentrarmi sul tatto. Ma col fare così non ricordo niente. Ci ho messo secoli a notare e a fissarmi bene in mente la sua faccia.

Cerco di imprimermi le immagini e le sensazioni, guardo i suoi occhi verdi macchiati di marrone e penso che sono belli ma c’è sempre il mio cervello che parla “quella dovrebbe essere codominanza, ne hai un po’ anche tu, hai gli occhi macchiati di giallo, sapevo che il marrone fosse dominante ma in effetti questi geni sono anche graduati, chissà di che colore hanno gli occhi i suoi genitori e i fratelli”.

NO.

Rimani sul pezzo.

Bacialo.

«Hai dei begli occhi.» dico.

«Grazie. Anche tu.»

“SEI RIPETITIVA GLIELO DICI SEMPRE”

NO-OH.

Rimani sul pezzo.

Non è colpa tua se sono belli.

 

 

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Autore: avstron

Her Majesty the Queen of Gaffes; when not ruling over the Kingdom of Gaffe, student, writer, go-outer, wannabe-translator.

1 thought on “Rimani sul pezzo. Bacialo.”

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